Torino al voto: 4 candidati sindaco e 9 consiglieri sottoscrivono le nostre proposte

Sono 4 i candidati sindaco e 9 i candidati consiglieri comunali ad aver aderito al documento #aTorinoVorrei del circolo Legambiente Molecola. Un manifesto che impegna i futuri sindaci e consiglieri, qualora eletti, a porre al centro della propria attività amministrativa temi quali la lotta allo smog e ai cambiamenti climatici, la rigenerazione delle periferie, lo stop al consumo di suolo, il potenziamento del verde urbano, la riduzione della spesa energetica delle famiglie, un’idea di Mobilità Nuova che metta al primo posto pedoni e biciclette e che rilanci il trasporto pubblico locale.

immagine aTorinoVorrei

Ad aver risposto positivamente all’invito dell’associazione sono i candidati sindaco Giorgio Airaudo per Torino in Comune, Ambiente Torino e Pensionati; Chiara Appendino per il Movimento 5 Stelle; Guglielmo Del Pero per SiAmo Torino; Pier Carlo Devoti per la Lista Civica La Piazza. Insieme a loro anche 9 candidati al Consiglio Comunale: Davide Arcidiacono di Torino in Comune, Anna Borasi del Partito Democratico, Alessandro Di Palma della Lista Civica La Piazza, Elisa Fortunato della Lista Civica per Fassino, Massimo Lapolla di Torino in Comune, Alessandro Lombardo dei Moderati, Marco Muzzarelli del Partito Democratico, Fosca Nomis del Partito Democratico, Giuseppe Piras di Ambiente Torino.

 

“Siamo inguaribili ottimisti, ma non sognatori ad occhi aperti: sappiamo che la via che auspichiamo per il futuro della nostra città non è un’utopia ma una realtà che spesso è già visibile nelle tante buone pratiche nate dal basso e che ha solo bisogno di una spinta, di determinazione, di visione da parte di chi la amministra per far sì che non sia proprio la sua classe politica a mettere i bastoni tra le ruote del cambiamento e ad infangarne la bellezza –dichiara Sergio Battistoni, presidente del circolo Legambiente Molecola-. Chi si candida ad amministrare deve esser capace di intercettare e dar forza a questa voglia di cambiamento, consapevole che oggi vi è una maggior sensibilità e disponibilità a cambiare abitudini e stili di vita. A dieci anni dalle Olimpiadi Invernali del 2006 Torino ha acquisito consapevolezza delle proprie potenzialità, è diventata meta di un turismo di qualità, luogo di un diffuso fermento culturale. Vivere, o anche solo passeggiare, nelle aree più centrali della città è indubbiamente più piacevole di una decina di anni fa. Il rovescio della medaglia sono alcune periferie abbandonate a se stesse. Su tutte Barriera di Milano e l’intera area Nord della città che accusano da anni gravi situazioni di degrado che si riflettono in situazioni sociali molto problematiche. Qui si scontano pesanti ritardi nelle politiche annunciate a più riprese e mai attuate. Un po’ come nel campo dei rifiuti: Torino, da città con risultati sulla raccolta differenziata fino a pochi anni fa superiori ad altre grandi città, è ora in una grave situazione di stallo (se non di regressione) e non rispetta neppure gli obiettivi previsti per legge. In questi anni non ha visto la luce neanche il piano di pedonalizzazioni, almeno una per quartiere, che si era candidato a realizzare il Sindaco uscente. Ancora una volta si è preferito fare un intervento lodevole ma limitato a poche centinaia di metri di via Roma, il “salotto buono” della città, dimenticando i tanti salotti che potrebbero nascere in ogni quartiere di Torino. Così come si è persa un’occasione storica con la copertura del Passante Ferroviario per il quale si è scelto di ripercorrere vecchi schemi di città in cui continuano ad essere messe al centro dello spazio pubblico le auto e non i pedoni, le bici e il verde pubblico. Torino ha un grande potenziale ancora inespresso ad esempio sul fronte della Mobilità Nuova e della rigenerazione urbana. E’ una delle poche grandi città che per dimensioni e conformazione potrebbe diventare in modo naturale la culla di un nuovo modo di muoversi a basse emissioni e ad alta efficienza, mettendo al centro pedoni e biciclette e dando forza al trasporto pubblico. E’ la città che essendosi trasformata attorno a grandi insediamenti industriali ora in gran parte abbandonati ha l’opportunità di ripensarsi in modo nuovo, più vivibile, più ambientalmente sostenibile, più sano. In tal senso –conclude Battistoni– siamo convinti che il contributo delle associazioni e della società civile sia un’enorme risorsa gratuita di cui la politica deve tener conto e far tesoro nei processi decisionali”.

 

Il documento di Legambiente #aTorinoVorrei:

http://bit.ly/1szNiKB

Le video-adesioni dei candidati al documento di Legambiente:

http://bit.ly/1Uw1Cxd

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