Rigenerazione urbana, Mobilità Nuova e rilancio della RD. Fassino, queste per noi sono le priorità per Torino

On.le Sindaco Fassino,

Le porgiamo i migliori auguri per la Sua nomina a presidente Anci, considerando di fondamentale importanza il ruolo che hanno oggi le città nell’economia del Paese e per la qualità della vita dei cittadini, ancor di più in un momento storico come quello che stiamo vivendo, attraversato da una pesante crisi economica e costretti a fare i conti con i galoppanti cambiamenti climatici. Dalle politiche di gestione che adotteranno, da subito e per il futuro, i centri urbani dipendono molte delle soluzioni ai problemi che affliggono quotidianamente gli italiani e le chiediamo di prestare particolare attenzione a partire proprio dalla città che lei amministra, Torino. Una città che vive in una grave situazione economica e che si trova ad affrontare scelte strategiche per il prossimo futuro, con l’ambizione di definire un piano strategico avente come orizzonte il 2025.

A fronte di tutto questo le chiediamo di prestare molta attenzione alle scelte urbanistiche messe in atto e previste in città; facciamo nostro l’appello lanciato qualche giorno fa dal Presidente uscente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, l’architetto Bedrone, affinché per ripianare i debiti accumulati dall’amministrazione non si svenda il patrimonio pubblico. Piuttosto occorre investire in una complessiva rigenerazione urbana che preveda costruzioni energeticamente efficienti ed ecoquartieri, per rispondere alle reali esigenze abitative dei cittadini: le scelte urbanistiche devono tenere conto della vivibilità della città.

LegambienteNon condividiamo l’idea che per ripianare i debiti si possano svendere dei servizi essenziali di una metropoli europea, servizi da sempre orgoglio di ogni sindaco: l’igiene urbana, la mobilità, l’energia ed i servizi idrici. Ricordiamo a questo proposito la delibera di iniziativa popolare che la città ha assunto il 4 marzo 2013 per la trasformazione della nostra SMAT in una municipalizzata a diritto pubblico. Il percorso avviato per questa delibera è un esempio di democrazia partecipata, di cui andare orgogliosi in un momento di crisi generale della partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Una città che soffre di gravi patologie ambientali, come la Mal’Aria che ogni anno pone Torino in testa alla classifica delle città più inquinate d’Europa, sforando costantemente e di molto i limiti imposti per legge sulle polveri sottili. Per curare questa malattia non ci si può affidare ad un semplice palliativo ma è necessario un piano antismog coraggioso e radicale, in grado di far tornare la qualità dell’aria respirabile anche per i cittadini torinesi (d’altronde ce lo impone anche la legge). Sarebbe auspicabile che fin da ora la Giunta Comunale mettesse a punto tali provvedimenti, per non trovarci in autunno inoltrato, come ogni anno, ad assistere al triste battibecco di Assessori e Consiglieri su quale manovra mettere in atto per contrastare quella che viene ancora definita un’emergenza, mentre –ahinoi– si tratta di routine.

Ciò che ci sentiamo di consigliare sono misure che vadano a incidere non solo sulla qualità dell’aria, ma anche sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei cittadini. Proposte che trova riassunte nel Manifesto per la Mobilità Nuova che già dovrebbe conoscere e che racchiude in sé l’attenzione per la mobilità sostenibile e la realizzazione di aree urbane pedonali, zone 30 e a traffico limitato. Un tassello importante va poi ritagliato per il trasporto pubblico, che ha visto negli ultimi mesi pesanti tagli economici tradotti a livello locale in tagli di corse di autobus, in netta controtendenza con quanto auspichiamo per una città smart come ci auguriamo diventi Torino.

L’augurio che facciamo a Torino è anche quello di mettersi al passo con il resto del Piemonte per quanto riguarda la percentuale di raccolta differenziata, ferma al 42% per via della mancata estensione del porta a porta nei quartieri del centro città. La copertura dell’intero territorio comunale con la raccolta domiciliare è un passo fondamentale che auspichiamo venga fatto al più presto; senza dimenticare le politiche da mettere in campo per la riduzione alla fonte dei rifiuti.

Torino ci piace, onorevole Sindaco, la amiamo e vogliamo che diventi sempre più bella e vivibile per i cittadini e i turisti. Ma Torino non è solo bei monumenti, musei, iniziative culturali, è anche periferie, con tanti problemi di integrazione e di degrado non tutti risolti. I campi rom abusivi di Lungostura Lazio e via Germagnano, oltre a rappresentare un grave problema sociale, presentano una condizione sanitaria non più tollerabile. Gli insediamenti sono diventati gigantesche discariche incontrollate ed i topi che li assediano aggrediscono di notte i bambini. Il rischio di malattie nelle baracche e nelle zone limitrofe è drammaticamente reale e le attività che si svolgono in questi campi sono sottratte a qualsiasi controllo. Nei quartieri Barca Bertolla, Falchera, Pietra Alta e Villaretto i cittadini hanno paura per i troppi furti subiti e persino i lavoratori di AMIAT e del canile sono costantemente a rischio di aggressioni. Tutta la zona Nord, quotidianamente, subisce i miasmi da combustione irrespirabili e cancerogeni. Anche questa è Torino! La situazione sociale, che dura ormai da anni, è giunta al limite della sopportabilità. Vogliamo che interventi mirati e intelligenti prevengano l’esplosione di atti di intolleranza.

Per raggiungere i risultati che ci auguriamo per la città siamo pronti a collaborare mettendo in campo idee e iniziative come siamo abituati a fare. Le chiediamo inoltre di essere coinvolti nel Piano Strategico dell’Area Metropolitana di Torino, considerando l’assenza delle associazioni ambientaliste in questo percorso una mancanza da riparare al più presto.

Cordiali saluti.

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