Amministratori, lumache incoscienti

I nostri amministratori hanno una buona dose di incoscienza con la benzina a 2 euro al litro, con la vendita di biciclette che sorpassa quella delle auto e con una coscienza ecologica sempre più forte nelle nostre città, a non puntare con decisione a favore della mobilità sostenibile. Non ci sono soldi da investire? Pochi giorni fa è stata quantificata in 56 milioni di euro la multa che l’Italia dovrà pagare all’Europa per le sue 255 discariche fuorilegge. Milioni di euro che saranno sottratti alle politiche a favore della raccolta porta a porta dei rifiuti e degli impianti di riciclaggio. La stessa sorte toccherà al nostro Paese (e pro-quota a tutte le aree fuorilegge tra cui il Piemonte) anche per lo smog. Solo allora probabilmente i nostri amministratori si accorgeranno quanto ci sarà costato aver investito così poco per disinquinare le nostre città.

Torino si appresta ad adottare provvedimenti parziali, non risolutivi ed in estremo ritardo. Il blocco dei veicoli Euro3 diesel, ad esempio, in Lombardia ed Emilia Romagna è in vigore da un biennio. Se da un lato la Regione dopo tanta propaganda sulla presunta inutilità dei blocchi del traffico non ci illumina sulla sua strategia anti-smog (forse il taglio di 12 linee ferroviarie…?), Torino continua a muoversi a passo di lumaca. Come si fa a non comprendere che rischiamo di perdere un’occasione storica? Non si tratta di convincere le famiglie a cambiare auto, quanto piuttosto a lasciarle in garage o a rottamarle. In questo momento siamo tutti più disponibili a cambiare abitudini, non motori. Il rinnovo del parco auto è stata per tanti anni la foglia di fico delle politiche anti-smog, ma è sul trasporto pubblico e sugli spostamenti non motorizzati che bisogna investire oggi con coraggio. Per farlo servono risorse nell’immediato, reperibili con il meccanismo del pay per use adottato con successo a Milano con l’AreaC. A Torino abbiamo la fortuna di aver già investito sul controllo con le telecamere degli accessi alla Ztl. Non ci resta che allargare il perimetro e la durata dell’attuale Ztl e avremo benefici indotti su tutta la città, con la riduzione di traffico e inquinanti. Con gli incassi del road pricing, oltre a potenziare il trasporto pubblico, si potrebbero cantierare una serie di interventi proposti da Legambiente, insieme a #salvaiciclisti, Fiab e Anci in occasione dei recenti Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova, che puntano a inserire strumenti di moderazione del traffico e della densità di autovetture. Primi fra tutti il limite a 30 km/h in tutto il centro urbano con esclusione dei principali assi di scorrimento e la ridefinizione degli spazi urbani a vantaggio della socialità e della mobilità dolce.

Ma se si continua a pensare che si possano accontentare o scontentare allo stesso modo tutte le “categorie” si compie un clamoroso errore di prospettiva: per decongestionare le strade di Torino bisogna scegliere in modo netto quale modello di città si ha in mente per il futuro.

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