Check point Clarea

Le strade sono percorse da diverse pattuglie della polizia che fermano in continuazione le macchine e controllano nel caso vi fossero delle “armi improprie”. Per raggiungere la Baita NoTav in Clarea si scende per Giaglione, il lato che passa sotto il cavalcavia dell’autostrada. Si percorre una via sterrata per una buona mezz’ora. La passeggiata ci permette di ammirare il cielo stellato che si staglia tra i monti. All’improvviso si è abbagliati dalle luci provenienti dal Non-cantiere che illuminano a giorno questo frammento di territorio deturpato: sembra che la stessa notte debba essere violata dalla presenza delle forze dell’ordine. Sul percorso per raggiungere la baita si aprono delle aperture da cui alcune volte escono i tutori della legge per chiedere documenti o lanciare i lacrimogeni per tagliare la ritirata dei manifestanti. Si passa, infine, sotto il cavalcavia.

Finalmente il Non-cantiere: una doppia fila di reti sormontate da filo spinato (al posto delle spine ci sono lamette affilate). A terra tra le due fila di reti altro filo spinato. Tra le reti, le luci, il camion dell’idrante, i defender, i lince con i militari sembra di essere in un check point. Quest’area non è un cantiere, ma una vera e propria base militare. Non si vedono che poliziotti, carabinieri, finanzieri e soldati. Appena ci sono più di 5-6 persone vicino alla recinzione del Non-cantiere, i poliziotti scendono dalle camionette, si schierano, arriva la digos a filmare, si agitano come galline in un pollaio. Del resto vivono in un pollaio recintato. Allora i manifestanti scendono un po’ più giù e ricomincia la storia. Queste continue azioni di disturbo sono il segno che la Valle non li vuole.

Colpisce quanto oggi la zona sia pesantemente violata rispetto a quando i NoTav davano vita a maggio e giugno alla Libera Repubblica della Maddalena, fatta non di un assordante silenzio rotto dai camion sull’autostrada, ma composto dalle voci della protesta, della voglia di costruire qualcosa di diverso, una gioiosa resistenza. L’area, oggi, può in ogni momento trasformarsi in un grande bersaglio per i lacrimogeni. Si sente che la situazione è tesa ma le persone sono determinate. Qui i NoTav resisteranno un giorno di più, lo si vede dalla determinazione nel ricreare un presidio funzionante. Tra un po’ arriverà l’inverno e scenderanno le temperature ma la volontà delle persone è più alta di coloro che sono dietro i cancelli.

 

P. Greco

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One Comment to “Check point Clarea”

  1. Bravo paolo! bell’articolo, l’idea di check point calza a pennello, solo credono sia invalicabile…

    Vogliamo poter visitare dinuovo quel che resta dell’area archeologica, la nostra Storia e percorrere i sentieri che si addentrano nei Siti di Interesse Comunitario, la nostra Natura e apprezzare l’importanza di quello che vogliono cancellare.

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