Obiettivo150 – Cerone (TO)

La mia città non è una città: sono quattro case in mezzo ai campi di mais, sono le galline, i cani, la puzza del letame e il dialetto piemontese. Sono cresciuto nell’orto, con i rimproveri di mio nonno e il pane e nutella preparato dalla nonna, con il cappellino in testa se no il sole ti brucia. Il mio paese si estende poco più in là del mio cortile, poco più di una via. Al di là del cantùn ero considerato uno straniero, quello che non era nato in paese, il figlio di quelli separati, il frocio, il comunista. Da bambino gli altri ragazzi mi hanno bucato le ruote della bicicletta, da ragazzo ero innamorato della ragazza che viveva dall’altra parte del fiume. Quando il fulmine ha colpito la mia casa, l’assicurazione della cooperativa contadina ha pagato tutti i danni. Quando è morto mio nonno tutto il paese è andato a salutarlo in Chiesa.

FD

Per chi volesse inviare il proprio “Obiettivo150” e imbarcarsi in questo viaggio attraverso l’Italia può farlo scrivendoci a info@molecolalegambiente.it

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